SCRIVO

Scrivo. Scrivo per tutte quelle persone che si sono svegliate, e si svegliano, nel cuore della notte, attanagliate dalla paura, paura di non farcela.

Scrivo. Scrivo per tutti coloro che hanno cercato e continuano incessantemente a cercare l’amore al di fuori di sé, che hanno sperato e che sperano in un sorriso, in uno sguardo amorevole, in un abbraccio, per tutti quelli che hanno creduto e credono che essere amati significhi non sentirsi soli, e che non sentirsi soli significhi essere amati da qualcuno.

Scrivo per tutti quelli che hanno paura di rimanere da soli, perché, quando stanno da soli con se stessi si sentono soli.

Scrivo per tutti quelli che si tuffano negli altri, fondendosi e confondendosi con gli altri, nella speranza di trovarsi o ritrovarsi.

Scrivo per tutti coloro che credono che amare significhi perdere i propri confini.

Scrivo per tutti quelli che si sentono “non abbastanza”, inadeguati, non meritevoli, indegni, stupidi, inutili, colpevoli, sbagliati, incapaci.

Scrivo per tutti quelli che da bambini si sono sentiti rifiutati, non amati, invisibili, indesiderati, perdendo i loro sorrisi, e chiedendosi mille volte cosa ci fosse in loro di sbagliato, singhiozzando silenziosamente nel buio del loro dolore.

Scrivo per tutti coloro che dedicano la loro vita, il loro cuore e la propria anima alle relazioni di aiuto, per tutti quelli che possono dare una mano a coloro che soffrono, per aiutarli a piantare un seme nel loro disagio, seme che può germogliare e diventare un meraviglioso fiore.  Scrivo perché la mia anima sorride, pensando che il vuoto interiore può essere riempito con la scoperta del nostro vero sé, della nostra vera essenza, con l’accettazione di noi stessi, con l’amore per noi stessi, della nostra luce e della nostra ombra, perché noi siamo sia luce che ombra, perdonandoci perché non siamo perfetti, e coccolando e ringraziando i nostri disagi, perché soltanto dal disagio e nel disagio può nascere un grande arcobaleno.

Scrivo perché la ferita dei non amati non scomparirà mai, ma potrà aiutarci a ricordare quello che siamo stati e quello che non siamo stati, e quello che in ogni momento possiamo decidere di essere.

Scrivo perché la mia ferita mi ha aiutato ad accogliere il mio senso di colpa e a trasformarlo in senso di responsabilità.

Scrivo per tutti quelli che decidono di abbandonare il vecchio cammino del non essere per abbracciare la strada dell’essere.

Scrivo perché oggi mi sento libera di essere me stessa, e sento che tutti, se vogliamo, possiamo trovare la chiave, che noi stessi abbiamo accuratamente seppellito, per uscire dalle nostre prigioni dorate, dai nostri stanchi copioni, dai nostri castelli diroccati, dalle nostre paludi di paura.

Scrivo perché ho imparato ad amarmi, e sto continuando a imparare, e perché sento che tutti possiamo farlo.

Scrivo perché l’amore si impara.

Daphne Arpaia

 

Daphne Arpaia nasce a Napoli nel 1960.

E’ sociologa e counselor relazionale esistenziale.  Come counselor si è formata presso l’associazione Alethes di Napoli, che fa parte della Libera Università del Counseling. E’ specializzata nelle dipendenze affettive/relazionali. E’ docente in materie relative al counseling relazionale esistenziale,       e conduce  seminari sulla dipendenza affettiva, e sulle legge di attrazione. E’ co-conduttrice di gruppi. Esperta di secondo livello in comunicazione non verbale.

Riceve a Napoli nel suo studio privato su appuntamento.
mail daphnearpaia@alice.it