Cosa sono le Tecniche CranioSacrali?

Sono un nuovo metodo di terapia cranio-vertebro-sacrale frutto di una concezione globale olistica che tende a considerare il corpo come un insieme unitario.

Agiscono su tre piani: ‘’mentale, emozionale e fisico’’.
I principi fondamentali  Cranio Sacrale.
Globalità: a qualunque squilibrio fisico o psichico emozionale il corpo reagisce “globalmente”.

Nelle sue reazioni il corpo cerca sempre la “migliore” soluzione di sopravvivenza, con la creazione di un equilibrio compensato.

Autoregolazione: con le sue reazioni biologiche “intelligenti”, il corpo cerca di ristabilire il suo equilibrio vitale. Questo comporta in ogni settore corporeo la libertà energetica dei suoi processi di regolazione.

Omeopatico: la forza vitale reagisce molto bene alle micro stimolazioni riflessogene cutanee e alle intenzioni.

Osteofluidica Cranio Sacrale in quali casi è utile?

– Lombalgie
– Cervicalgie
– Traumi da cadute
– Sinusiti
– Allergie
– Mal di testa
– Emicranie
– Mestruazioni dolorose
– Attacchi di panico
– Ansia
– Sciatiche
– Dorsalgie (anche croniche)
– Traumi sportivi
– Lussazioni
– Slogature
– Epicondiliti

E, ancora, possono essere trattati anche disturbi frequentemente riscontrabili nei neonati e nei bambini:
– otiti ripetute
– rigurgiti
– forme allergiche
– turbe del comportamento
– scoliosi e attitudini scoliotiche
– traumi dovuti a cadute e/o incidenti

Il corpo è una unità.

Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione (omeostasi).
Quando la normale adattabilità è interrotta, o quando dei cambiamenti ambientali superano la capacità del corpo di ripararsi da sé, può risultarne la malattia.
Il movimento dei fluidi corporei è essenziale al mantenimento della salute.
Il sistema nervoso autonomo gioca una parte cruciale nel controllare i fluidi del corpo.

 e’ una pratica priva di controindicazioni

Gli interventi si presentano come leggeri impulsi informativi che suggeriscono al corpo come sbloccare i propri fluidi (linfa, sangue e liquido cefalo rachidiano).
Sfioramenti dolci, non strutturali, che hanno il compito di rilanciare l’energia dei fluidi bloccati dell’organismo “informandolo” sulla possibilità del proprio migliore equilibrio.

Sono escluse tutte le forme di intervento “classiche” per cui non presenta alcun rischio manipolativo.
Il “thrust” intervento strutturale manipolativo classico osteopatico diventa in questa disciplina “informazionale dolce e fluidico” con lo scopo di rilanciare l’energia.
Nella visione di Maurice Poyet , l’osso sacro ha un ruolo molto importante perché è una sorta di catalizzatore dell’energia vitale che agisce come la tastiera di un computer, nella quale ogni tasto è un interruttore che se stimolato rimette in ordine il programma biologico.
Toccando opportunamente i tasti giusti, cioè stimolando l’osso sacro, si riesce a rilanciare l’energia e a irradiarla in tutto il corpo (o alle zone che ne hanno bisogno) attraverso la colonna vertebrale, che funziona come un cavo di connessione e distribuisce gli impulsi ricevuti a tutto il corpo fino alla testa..
In cosa consiste una seduta di terapia Osteofluidica?
Cos’è che, nella vita di questa persona sta accadendo oppure è accaduto in un dato momento all’epoca della comparsa del sintomo. Ogni parte del corpo è portatrice di “senso e significato”.

L’ Osteofluidica si avvale per la sua perfetta esecuzione di alcuni strumenti.

Il primo e più importante è l’ascolto tattile.

Con il tatto è possibile scoprire come i fluidi vitali circolano all’interno di ogni regione corporea e come essi animano ogni struttura.

Il secondo strumento e’ un piano di azione rigoroso che tiene conto della biologica che riporta il problema locale nel suo contesto globale: ad esempio, l’organizzazione delle differenti tensioni sono collegate ai percorsi dei Meridiani ed al loro significato Psico-energetico.

Il terzo strumento è l’uso di stimolazioni riflessogene leggere su alcune zone precise del corpo; in particolare le stimolazioni sull’Osso Sacro liberano i circuiti che non sono più operativi e rilanciano la dinamica vitale là dove serve.

Queste stimolazioni sono rispettose dell’organismo e come amava dire Poyet “pas plus fort qu’un papillon se posant sur une fleur” non più forti di una farfalla che si posa su un fiore .
Il quarto strumento adottato è il risveglio della coscienza corporea. Per tutta la durata del trattamento la persona è sollecitata a partecipare attivamente.
La partecipazione attiva mette in moto la capacità di sentire il corpo dall’interno nelle sue differenti manifestazioni e consente di comprendere a livello più generale, globale, le reazioni psicosomatiche che ogni persona genera nella gestione quotidiana dei suoi stress.
La coscienza corporea riporta l’organismo nelle condizioni che gli permettono di riequilibrarsi spontaneamente.
Attraverso lo svolgimento di una seduta di Osteofluidica si infonde nel paziente sensazioni di tranquillità estrema, assenza di ansie, totale decontrazione muscolare. In secondo luogo il paziente si sentirà a suo agio con sè stesso e darà inizio ad un vero e proprio processo di auto-liberazione.

Questo sistema di intervento, non diretto, mira innanzi tutto a restituire all’organismo le sue proprie capacità di autoregolazione.

 

 

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