Oltre i limiti del conosciuto

di Fabrizio Rossi.
Ogni mito è psicologicamente simbolico e i suoi contenuti vanno colti nel loro valore metaforico e non tradotti letteralmente. La grande difficoltà che incontriamo sta proprio nei nostri condizionamenti e nella funzione di valvola riduttrice del nostro cervello che semplifica la realtà per renderla maggiormente rassicurante. Capiamo dunque che tale funzione riduzionistica ha, all’interno del mondo dualistico dell’essere umano, un effetto chiaramente ambivalente. Da un lato ci protegge, dall’altro ci limita. E’ come se fra un vissuto e l’altro ci fosse una soglia, una linea di demarcazione, che è la medesima che, utilizzando la mappa di Rogers, è quella tra la sopravvivenza e la vita piena. C’è dunque un tempo in cui una persona può non sentirsi pronta per l’emancipazione da ciò che è famigliare, seppur limitante, come il bambino che resta attaccato alle gambe della mamma. Ma giungerà prima o poi un momento in cui quel bimbo dovrà staccarsi e quell’essere umano passare dal rassicurante, ma povero, mondo della sopravvivenza, per affacciarsi sull’avventuroso, ma ricco, mondo della vita piena. Coloro i quali dovessero resistere ad oltranza a questo passaggio, saranno verosimilmente avvolti da un latente senso di insoddisfazione e di mancanza.
Nel momento in cui, attraverso un’esperienza che modifichi lo stato di coscienza, si ha accesso alla dimensione trascendente andiamo oltre la dimensione dicotomica per entrare in quella dell’unità. In questo spazio, gli opposti non hanno dimora. Detto dal punto di vista dell’unità, gli opposti non sono mai stati divisi, sono sempre stati uniti, tale dimensione non sa nulla di opposti. Detto dal nostro punto di vista che viviamo solitamente, quello della dicotomia, diremmo che gli opposti hanno trovato una conciliazione, un’integrazione. Varcata la soglia ci si potrà rendere conto che quell’energia che si manifestava nella dimensione ordinaria, è in realtà un’energia trascendente. La trascendenza è proprio ciò di cui necessitiamo per dis-identificarci dalle forme culturali che ci mantengono nel mondo a priori, impedendo qualsiasi “nuova” esperienza.
Fabrizio Rossi
Dottore in Filosofia – Counselor, Formatore e Supervisore Direttore della Scuola di Counseling Lasu di Parma (www.lasu.it)
fonte: https://www.facebook.com/notes/fabrizio-rossi/oltre-i-limiti-del-conosciuto/2041301046088082/

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